Gin Arte
Ginarte è realizzato con 13 botaniche che, oltre al ginepro selvatico raccolto sull’Appennino Toscano, le cui bacche vengono infuse in alcol puro da frumento e successivamente distillate in alambicco discontinuo sotto vuoto per preservarne i profumi più delicati, comprendono fiori e radici dai quali i grandi pittori del Rinascimento traevano i pigmenti colorati che utilizzavano nei loro dipinti: nepitella (verde), zafferano, reseda dorata e cartamo (giallo), guado di Montefeltro (blu), scotano (marrone), che vengono infusi separatamente in alcol e, sempre separatamente, distillati in un piccolo alambicco discontinuo. Completano l’elenco angelica, lavanda, ibisco, fiori di sambuco, germogli di pino, pino mugo, aghi di abete, queste però infuse insieme e poi distillate. Frutto di questa elaborata lavorazione è un gin (alc 44% in vol) pulito e complesso, morbido al palato e caratterizzato da raffinate note floreali, ottimo da servire solo, ma ingrediente eccellente per la miscelazione, che ha già fatto il suo debutto, e con grande successo anche su diverse piazze estere, quali Austria, Germania, Danimarca, Svizzera, Israele, Libano, Belgio, Tunisia, Spagna, Ucraina, Grecia, Cipro, e che a breve sbarcherà anche in Brasile e a Dubai. Altra peculiarità del prodotto è la sua bottiglia, pensata come una tela. L’etichetta laterale sarà di anno in anno personalizzata da un artista diverso, progetto che coinvolgerà pittori, fotografi, street artist, tatuatori e designer. Per questa prima edizione del gin, il compito è stato affidato al pittore olandese Lou Thissen, che ha creato tre decorazioni diverse in onore del grande artista rinascimentale Jacopo da Pontormo.